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Filiera corta, 1.5 milioni per 8 progetti a 19 aziende agricole lombarde

Regione Lombardia ha stanziato, nell'ambito del Programma di sviluppo rurale, 1,5 milioni di euro per finanziare 8 progetti (19 beneficiari) di filiera corta. Il decreto è stato pubblicato oggi sul Bollettino ufficiale. Per filiera corta si intende un'aggregazione di imprese agricole che si organizza per vendere direttamente i propri prodotti o che si affida a un unico intermediario per raggiungere il consumatore finale.

"Promuovere questi progetti - ha spiegato l'assessore regionale all'Agricoltura, Alimentazione e

Sistemi verdi - significa accorciare la distanza, anche fisica, tra produttore e consumatore, ridurre gli spostamenti in un'ottica di sostenibilità ambientale e offrire alle aziende agricole ulteriori strumenti per farsi conoscere".

Scopo del bando era anche promuovere gli accordi di partnership tra imprese agricole per ridurre le fasi di intermediazione commerciale, migliorando la competitività delle aziende della filiera agroalimentare con un collegamento diretto verso il consumatore finale.

I PROGETTI FINANZIATI - Sono stati finanziati progetti volti a ridurre la distanza geografica percorsa dai prodotti agroalimentari e migliorare la sostenibilità ambientale, la sicurezza, la qualità, oltre a promuovere le produzioni locali. Tra gli obiettivi anche quello di orientare le imprese alla domanda del mercato, sviluppando modalità di vendita diretta nuove e diversificate, con lo scopo di aumentare le potenzialità di vendita.

Secondo l'assessore lombardo, le sfide dei prossimi anni per l'agroalimentare sono legate alla sostenibilità ambientale e alla sicurezza alimentare che i produttori sanno garantire. Occorre comunicare sempre di più i risultati raggiunti e i progetti per migliorare ulteriormente. I consumatori in ottica futura saranno sempre più attenti a questi aspetti e Regione Lombardia vuole accompagnare le imprese agricole in questa fase di transizione.


Dalla Regione 1.6 milioni per la promozione dei prodotti lombardi di qualità

Silter, Grana Padano, Taleggio, Melone mantovano, Strachitunt, Provolone valpadana, salame cacciatore, ma anche vini di Franciacorta e del Lugana, oltre all’associazione dei consorzi dei vini lombardi. La Regione Lombardia ha stanziato, nell’ambito del Programma di sviluppo rurale, 1.6 milioni di euro dedicati a progetti di informazione e promozione di questi prodotti, tutelati da sistemi di qualità riconosciuti a livello comunitario o nazionale. Il bando era rivolto a consorzi o associazioni di prodotti biologici, Consorzi di tutela dei prodotti e dei vini DOP e IGP, Associazione di produttori di “sistema di qualità nazionale zootecnica”.

“Cibi e vini a indicazione geografica generano per la Lombardia un impatto economico da 2 miliardi di euro all’anno. In un’epoca di forti cambiamenti di consumo, di rincari delle materie prime e di incertezza internazionale diventa fondamentale comunicare in maniera efficace la qualità e la sicurezza alimentare dei nostri prodotti. Un valore aggiunto riconosciuto nel mondo, sul quale dobbiamo puntare anche per garantire redditività alle aziende agricole e a tutti gli attori della filiera” ha dichiarato Fabio Rolfi, assessore all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi della Regione Lombardia. Brescia è la quarta provincia italiana per impatto economico del cibo a indicazione geografica (440 milioni di euro) e l’ottava per impatto economico del vino (257 milioni, unica provincia lombarda nella top 10 nazionale).

Con queste risorse vengono finanziate iniziative finalizzate a migliorare la conoscenza dei regimi di qualità, delle caratteristiche dei processi produttivi, delle tecniche agricole, delle proprietà qualitative, nutrizionali, organolettiche e di legame con il territorio dei prodotti, ma anche attività promozionali legate all’immagine e alla commercializzazione dei prodotti, oltre alla partecipazione a manifestazioni, fiere, eventi ed esposizioni.

“Dobbiamo difendere i nostri prodotti da una certa visione ideologica anti impresa che purtroppo trova sponda a Bruxelles. A volte dalla commissione europea arrivano proposte fuori da ogni logica che mirano a danneggiare l’agricoltura e la zootecnia italiane in favore dei modelli produttivi del Nord Europa. Penalizzare i nostri allevamenti e le nostre aziende agricole significa danneggiare la produzione delle nostre grandi Dop e quindi la nostra economia. Per questo la Regione Lombardia si metterà sempre di traverso, nell’ottica di tutelare il lavoro del settore agroalimentare. In tal senso esprimiamo anche forte preoccupazione per la riforma della normativa sulle indicazioni di origine promossa dall’Europa” conclude Rolfi

Di seguito l’elenco delle risorse stanziate:

Consorzio per la tutela del formaggio silter 45.583,64 €

Consorzio per la tutela del formaggio grana padano 237.854,00 €

Ati capofila consorzio tutela taleggio 200.000,00 €

As.co.vi.lo - associazione consorzi vini lombardi 255.220,00 €

Consorzio per la tutela del franciacorta 264.382,50 €

Consorzio tutela strachitunt valtaleggio 61.650,00 €

Consorzio tutela provolone valpadana 35.000,00 €

Consorzio volontario di tutela dei vini lugana d.o.c. 109.916,10 €

Consorzio di tutela del melone mantovano igp 275.380,00 €

Consorzio tutela valcalepio 64.461,95 €

Consorzio cacciatore italiano 109.259,80 €

TOTALE 1.658.707,99 €


Le cooperative agroalimentari valgono 4.2 miliardi in Lombardia. Valore aggiunto per filiere

Sono 395 le cooperative agroalimentari attive in Lombardia, con un fatturato totale da 4.2 miliardi di euro. Le tre province più importanti sono Cremona, dove si registra il 31,5% del fatturato lombardo, Mantova (31.3%) e Brescia con il 19.8%. Sono i dati emersi in occasione dell'assemblea regionale di Confcooperstive Fedagripesca Lombardia che si è svolta questa mattina al Made competence center di Milano e alla quale ha partecipato anche l'assessore regionale all'Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi.

 

"Un patrimonio di eccellenza che nella nostra regione dà lavoro a 8.000 persone e che contribuisce a dare valore aggiunto a tutta la filiera agroalimentare" ha dichiarato."Anche nei momenti di difficoltà le cooperative sono state in grado di garantire il giusto prezzo ai produttori agricoli, sia in pianura che in montagna".

 

"La sfida del presente e del futuro è legata alla sostenibilità. La Regione Lombardia è al fianco delle imprese per gli investimenti legati a innovazione e digitalizzazione, unica strada per coniugare esigenze ambientali ed economiche delle aziende, alzando anche la capacità di comunicare i risultati già raggiunti" ha aggiunto. “Dobbiamo contrastare le scorciatoie ideologiche che puntano a imporre divieti e limiti scaricando i costi ambientali sulle imprese. Su questo serve un Paese che crede e difende l’agricoltura aiutandola all’innovazione e non costringendola a morire di ideologia”.

 

Da qui l’appello di Rolfi a Confcooperative a lavorare insieme per affrontare la sfida della montagna “oggi in difficoltà per il forte incremento dei costi a livello di produzione soprattutto per il settore del latte” ed inoltre sulla cumulabilità tra credito di imposta 4.0 e contributi Psr perché “se vogliamo spingere sull’acceleratore dell’innovazione, le imprese devono essere messe nelle condizioni concrete di investire e su questo tema da mesi attendiamo una risposta che non arriva dal Ministero e dall’Europa” .

 

"Anche nel futuro la cooperazione avrà un ruolo fondamentale nel campo agroalimentare. Proseguiremo il lavoro di collaborazione per far conoscere in Italia e nel mondo i prodotti di eccellenza della prima regione agricola d'Italia" conclude.


No alla carne sintetica e a nuova burocrazia per gli allevamenti. Altra follia europea

“L’Unione europea vuole estendere oneri burocratici a un numero sempre più alto di allevamenti, allargando il perimetro di applicazione delle norme sulle emissioni industriali anche agli allevamenti bovini e abbassando la soglia di applicazione per quelli avicoli e suini. Un’altra follia senza senso che penalizza soprattutto la Lombardia, cuore della zootecnia italiana, in un momento di estrema difficolta per gli allevatori che stanno affrontando un aumento spropositato dei costi di produzione”. Lo ha detto l’assessore regionale lombardo all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi della Regione Lombardia in merito alla proposta di direttiva europea che prevede nuovi limiti per gli allevamenti con più di 150 capi.

“Nella nostra regione è allevato oltre il 50% dei suini italiani, il 25% dei bovini da carne, viene prodotto il 45% del latte italiano. Non possiamo continuare a subire in silenzio l’azione dei burocrati di Bruxelles che per interessi economici e per una visione anti impresa continuano a penalizzare la nostra zootecnia. Di fatto la nuova proposta di direttiva prevede che gli allevamenti vengano considerati come stabilimenti industriali. Dovranno dunque sottostare a rigide norme in materia di controlli ed autorizzazione con livelli di burocrazia e costi insostenibili in particolare per le realtà meno strutturate” aggiunge l’assessore. “È ormai evidente il tentativo dell’Ue di favorire la produzione di carne sintetica e una dieta a base di insetti”.

“Le aziende agricole lombarde stanno facendo investimenti enormi in materia di sostenibilità ambientale. Bisogna raggiungere gli obiettivi puntando sull’innovazione dei mezzi e delle tecniche di produzione, non stringendo la burocrazia e penalizzando gli imprenditori. Su questo tema chiederemo il sostegno del governo italiano e di tutti gli europarlamentari lombardi che incontrerò a fine mese a Bruxelles” conclude Rolfi.


30 milioni alle aziende per danni da aviaria. Accelerare i pagamenti

La conferenza Stato Regioni ha raggiunto un'intesa sullo schema di decreto ministeriale relativo agli interventi finalizzati al sostegno delle aziende avicole danneggiate dall'aviaria.
 "Sono 30 milioni di euro per le imprese che hanno avuto un blocco aziendale derivato dalle misure di prevenzione, eradicazione e contenimento dell'epidemia - ha commentato l'assessore regionale all'Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi - nel periodo compreso tra il 23 ottobre e il 31 dicembre del 2021".

L'assessore auspica, quindi, una rapida approvazione definitiva del provvedimento per avere pagamenti rapidi e si augura che si riesca ad arrivare a un fondo da 40 milioni e ad ampliare la possibilità di accedere alle risorse anche per le imprese che hanno subito danni nei primi mesi del 2022. La richiesta della Lombardia è che una prima parte dei ristori sia erogata sulla base di una autocertificazione dei danni presentata dall'allevatore. Ricordando che Regione Lombardia in questi due anni ha investito due milioni di euro in biosicurezza in avicoltura, l'assessore ha ribadito che serve un grande piano nazionale per rendere sicuri gli allevamenti e difenderli dal pericolo ciclico della aviaria, anche introducendo a livello europeo il vaccino contro questa malattia.
 

GLI ALLEVAMENTI AVICOLI PER PROVINCIA: Bergamo 63, Brescia 329, Como 18, Cremona 121, Lecco 11 Lodi 13, Mantova 146, Milano 33, Monza e Brianza 7, Pavia 8, Sondrio 10, Varese 21. Lombardia 780.


Riconoscere il digestato come fertilizzante. Intervista all'AGI

Il via libera a un nuovo fertilizzante per abbattere la dipendenza dai concimi provenienti dalla Russia e rendere le aziende agricole in grado di produrre beni alimentari, energia e concimi naturali. L'agricoltura italiana, infatti, dipende per "circa il 70% dai fertilizzanti azotati che arrivano dal mercato russo". La proposta viene lanciata dall'assessore lombardo all'Agricoltura, Fabio Rolfi, intervistato dall'AGI.  Il problema dei fertilizzanti prodotti da Mosca e' doppio: sia  in termini di rincari che superano il 100%, sia di reperibilita' dei prodotti. Per questo, sottolinea Rolfi, "proponiamo da anni, e finalmente il governo ha accolto questa richiesta nel decreto energia, che il digestato possa essere usato come fertilizzante. E' solo un problema di attuazione normativa". Il digestato, un termine che conoscono solo gli addetti ai lavori, e' in sostanza il residuo del processo di digestione animale che rimane dopo la produzione di biogas. 
Potrebbe finalmente essere arrivata la  svolta: "Manca - aggiunge l'assessore - il decreto attuativo per rendere possibile la sostituzione dei fertilizzanti azotati con il digestato. La speranza e' che non rimanga nel cassetto troppo a lungo. Confido che i due ministeri della Transizione ecologica e delle Politiche agricole siano a lavoro gia' adesso". Perche' ci si e' mossi solo ora? "La Lombardia - sostiene Rolfi - chiede da anni una misura di questo tipo. Il nostro appello non e' stato mai accolto, forse perche' e' prevalso un approccio ideologico-ambientalista, secondo cui tutto cio' che ha a che fare con l'agricoltura intensiva deve essere trattato come un rifiuto. Secondo me, invece, l'uso del digestato  naturale e' un esempio di economia circolare. Deve essere  valorizzato. C'e' voluta la guerra, purtroppo, perche' la burocrazia lo capisse e rendesse piu' flessibile la filiera dei reflui organici". Tutto questo "non significa anarchia, ma la delibera nitrati risale al 1997, allora non c'erano bio gas o biometano, oggi abbiamo 450 impianti in Lombardia. La tecnologia e' andata avanti, queste imprese che hanno investito devono avere diritto a piu' flessibilita'".
 Riconoscere il digestato come fertilizzante colmerebbe una parte della dipendenza dai fertilizzanti russi, ma non tutto il fabbisogno. Sarebbe comunque un bel passo avanti."Non tutte le aziende - conclude l'assessore - sono dotate di impianti di biodigestione. Ma certamente si colmerebbe il bisogno delle aziende piu' strutturate. Riconoscendolo come fertilizzante, il digestato diventerebbe un prodotto vendibile: potremmo far diventare le aziende anche agro raffinerie, che producono beni alimentari, energia (biometano e biogas) e fertilizzanti. Bisogna avere un approccio che si basa sulla scienza e non sull'ideologia". (AGI)Flo


Alleanza tra le regioni agricole d'Europa. Innovazione è stella polare

“L’innovazione deve essere la stella polare per il rilancio del settore agricolo. Se l’Europa continua a mettere vincoli e aumentare la burocrazia le nostre imprese chiudono. La sostenibilità ambientale si ottiene con investimenti in robotica, genetica, precision farming per far fronte ai cambiamenti climatici e per garantire redditività economica alle aziende. La Lombardia è la prima regione agricola d’Italia e tra le più importanti d’Europa. Per questo vogliamo essere protagonisti nel rilanciare e strutturare l’alleanza tra i diversi territori agricoli in tutto il continente. Solo così si ottengono risultati concreti a livello comunitario”. Lo ha detto l’assessore regionale lombardo all’Agricoltura Fabio Rolfi che stamattina a Bruxelles ha partecipato al meeting di Agriregions, la coalizione delle principali 17 Regioni agricole europee, con i rappresentanti della direzione Agricoltura della commissione europea.

 

 

 

“Un punto fondamentale è quello della reciprocità. Nei trattati sugli scambi internazionali chiediamo all’Europa di inserire questo principio. Non possiamo prevedere aggravi pesanti per le nostre imprese se poi importiamo prodotti agroalimentari da Paesi che hanno regole meno restrittive su ambiente, sicurezza sul lavoro e costi di produzione.È una concorrenza sleale che alla luce delle difficoltà attuali non è più sostenibile” ha dichiarato Rolfi nel proprio intervento.

 

 

 

“Oggi serve liquidità. Le imprese vanno aiutate a sopravvivere. Per questo ribadiamo la necessità di un nuovo quadro regolatorio europeo per poter affrontare l’emergenza e soprattutto l’esigenza di tempi rapidi di intervento. Se una azienda agricola chiude non riapre più e il ciclo economico viaggia a ritmi più veloci rispetto a quelli della politica comunitaria” ha concluso l’assessore.

 

 

 

Numero di aziende agricole per provincia:

 

 

 

Bergamo 4.843

 

Brescia 9.568

 

Como 2.037

 

Cremona 3.713

 

Lecco 1.095

 

Lodi 1.254

 

Mantova 7.305

 

Milano 3.445

 

Monza e Brianza 876

 

Pavia 5.947

 

Sondrio 2.253

 

Varese 1.594

 

Lombardia 43.930

 


Crisi idrica, deroga al deflusso minimo per acqua nei laghi

Si è svolto questo pomeriggio, a Palazzo Pirelli, il Tavolo regionale sulla crisi idrica in Lombardia. All’incontro hanno partecipato il Presidente Attilio Fontana, gli assessori regionali Massimo Sertori (Enti locali, Montagna e Risorse Energetiche),Fabio Rolfi (Agricoltura, Alimentazione e Sistemi Verdi), Raffaele Cattaneo (Ambiente e Clima) e il Segretario Generale dell’Autorità Distrettuale del Fiume Po Meuccio Berselli.

Erano inoltre presenti i rappresentanti delle associazioni di agricoltori, dei consorzi di bonifica, degli enti regolatori dei grandi laghi e dei principali produttori di energia idroelettrica.

DECISIONI ASSUNTE - “È crisi idrica - spiega Massimo Sertori -; siamo di fronte ad una situazione che presenta il 60% in meno di acqua rispetto alla media del periodo storico. L’andamento delle precipitazioni dei mesi invernali, decisamente sotto la media del periodo, e la conseguente mancanza di accumulo di riserve (sia sotto forma di neve in montagna, sia sotto forma di acque trattenute negli invasi idroelettrici e nei grandi laghi), ha determinato un deficit di risorsa idrica importante. Regione Lombardia, in accordo con i soggetti presenti al Tavolo, ha valutato l’opportunità di effettuare deroghe al rilascio del deflusso minimo vitale, nell’ambito di quanto previsto dal vigente Programma di Tutela e Uso delle Acque, con lo scopo primario di invasare acqua nei laghi, iniziando strategicamente con i laghi di Iseo e Como, con un contemporaneo slittamento dei tempi per l’inizio della stagione irrigua”.

“Bene il tavolo di oggi quindi - spiega l’assessore Massimo Sertori - dove abbiamo rappresentato una fotografia della situazione attuale in merito alla scarsità di acqua, realizzata dalla mia Direzione Generale e con il significativo contributo di ARPA Lombardia, e dove sono state udite le istanze di tutti i partecipanti al fine di affrontare la crisi idrica che stiamo vivendo con progettualità che mirano ad un utilizzo ed una gestione ottimale della risorsa acqua. Intendiamo procedere con lo stesso metodo e riunirci con cadenza fissa, per monitorare attivamente la situazione e prendere celermente tutte le azioni che si riterranno man mano necessarie per fronteggiare la siccità che ci ha colpiti.”
“Il tavolo di confronto – conclude Sertori - è stato proficuo, abbiamo trovato una soluzione di compromesso accettabile anche grazie alla disponibilità di tutti gli intervenuti, manteniamo aperto il confronto per gestire la situazione nei prossimi mesi con un continuo monitoraggio dei dati e la costruzione di soluzioni condivise”.

“La crisi idrica per l’agricoltura è come la crisi energetica per l’industria. Bene dunque la decisione presa oggi sulla possibilità di deroga al deflusso minimo vitale. – ha dichiarato l’assessore regionale all’Agricoltura, Fabio Rolfi - il tavolo rimarrà permanente anche per affrontare le particolarità dei singoli territori. Dobbiamo consentire di prelevare acqua dai corpi idrici ribadendo la priorità dell’uso irriguo. Servono anche misure a livello nazionale: chiediamo che i consorzi di bonifica siano inseriti tra i destinatari dei ristori sull’uso della corrente. Sul medio lungo periodo serve un piano invasi da realizzare con il pnrr per infrastrutturare l’Italia con bacini adeguati: oggi accumuliamo solo il 10% dell’acqua piovana. Dobbiamo immagazzinarla per non disperdere un patrimonio”.


Stanziati 4 milioni per la digitalizzazione delle aziende agricole lombarde

Prendono il via a maggio due nuovi bandi finanziati e promossi dalle Camere di Commercio lombarde e Regione Lombardia gestiti da Unioncamere Lombardia. Complessivamente sono 3.875.000 euro messi a disposizione dalle Camere lombarde e dalla DG Agricoltura di Regione Lombardia a sostegno delle Micro, Piccole e Medie imprese lombarde (MPMI) per abbattere i costi di digitalizzazione su progetti specifici. I bandi

prevedono voucher differenziati a seconda dello stato di avanzamento tecnologico:

a) VOUCHER DIGITALE BASE: per contributi a fondo perduto a parziale copertura delle

spese sostenute (al netto di IVA) per progetti di adozione/introduzione in azienda di

tecnologie digitali 4.0 focalizzate alla diffusione della digitalizzazione su larga scala

- progetti con un livello di complessità contenuto e importi di spesa medio-bassi.

b) VOUCHER DIGITALE AVANZATO: per contributi a fondo perduto a parziale copertura

delle spese sostenute (al netto di IVA) per progetti di adozione/introduzione in

azienda di tecnologie digitali 4.0 caratterizzati da livello progettuale elevato e importi

di spesa medio-alti focalizzati in particolar modo sulle tematiche dell’ecosostenibilità,

risparmio energetico e della sicurezza sui luoghi di lavoro.

“Le imprese hanno esigenze differenziate ma in tutti i comparti oggi devono confrontarsi

con la sfida della transizione digitale: per questo le Camere di Commercio lombarde si

impegnano a favorire l’impegno di innovazione del sistema economico per cambiare

davvero passo.” ha dichiarato il Presidente di Unioncamere Lombardia Gian Domenico

Auricchio ”Con questo bando favoriremo il passaggio alle logiche 4.0 finanziando

progetti che consentiranno di porsi in linea con le nuove esigenze dei mercati e clienti”.

“L’innovazione è la chiave per coniugare sostenibilità ambientale e sostenibilità

economica delle imprese e per questo è necessario supportare la digitalizzazione. Con

questo bando sosteniamo anche le produzioni da vertical farming. Vogliamo che le

nostre aziende siano sempre più al passo con i tempi per rispondere alle rinnovate

esigenze di mercato. In Lombardia intendiamo aiutare concretamente il comparto

agroalimentare anche in questa fase” ha dichiarato Fabio Rolfi, assessore

all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi della Regione Lombardia.

Presentazione delle domande su http://webtelemaco.infocamere.it esclusivamente in

modalità telematica con firma digitale:

• per i Voucher Digitali BASE dalle ore 10.00 dell’11 maggio fino alle ore

12.00 del 24 giugno 2022;

• per i Voucher Digitali AVANZATI dalle ore 11.00 del 17 maggio fino alle

ore 17.00 del 4 luglio 2022.

I testi completi dei bandi e le istruzioni per compilare le domande sono pubblicati sul

sito www.unioncamerelombardia.it

Per informazioni è possibile rivolgersi a: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots.È necessario abilitare JavaScript per vederlo..


Lombardia, 58.5 milioni di euro per agricoltura a basso impatto ambientale

La Regione Lombardia, nell’ambito del Programma di Sviluppo Rurale, ha attivato due bandi da 58,5 milioni di euro totali dedicati a pratiche agricole a basso impatto ambientale: uno da 44.5 milioni per i pagamenti agro climatico ambientali e il secondo da 14 milioni per l’agricoltura biologica.

"La sostenibilità ambientale - ha dichiarato l’assessore regionale lombardo all’Agricoltura, Fabio Rolfi - è uno dei punti di forza dell'agricoltura lombarda del presente e del futuro, sia per una questione di razionalizzazione delle risorse, sia per soddisfare le esigenze dei consumatori. La Regione Lombardia in questo momento di difficoltà per le aziende agricole inietta una liquidità straordinaria per produttività e ambiente".

Il bando da 44.5 milioni propone agli agricoltori lombardi incentivi per l’introduzione e il mantenimento a pratiche agricole a basso impatto ambientale, attraverso modelli produttivi più attenti a un uso sostenibile delle risorse, anche nell’ottica della conservazione di biodiversità animale e vegetale. Rientrano in questa misura le produzioni agricole integrate, l’avvicendamento con leguminose foraggere, la conservazione della biodiversità nelle risaie, il mantenimento delle zone umide e delle fasce boscate, la salvaguardia dei canneti, l’uso di tecniche di distribuzione degli effluenti da allevamento a bassa emissività e la salvaguardia di razze animali e varietà vegetali a rischio di scomparsa.

“Rispetto agli anni precedenti abbiamo ampliato la platea per le adesioni. Sulle produzioni agricole integrate abbiamo ammesso al premio seminativi e colture foraggere, mentre tra le tecniche di distribuzione degli effluenti di allevamento prevediamo la possibilità di utilizzare la fertirrigazione in copertura. Allarghiamo la possibilità di aderire anche alle imprese agricole non zootecniche che utilizzano gli effluenti di allevamento” aggiunge Rolfi.

Il bando sull’agricoltura biologica prevede la possibilità di adesione anche da parte di nuovi operatori biologici. La finestra per presentare le domande sarà aperta fino al 16 maggio.

Numero di operatori biologici per provincia:

Bergamo 342

Brescia 604

Como 198

Cremona 192

Lecco 91

Lodi 94

Mantova 409

Milano 671

Monza Brianza 99

Pavia 821

Sondrio 126

Varese 111


Sistema Lombardia per tutelare le nostre imprese agricole anche in sede europea

"La priorità adesso è il pronto soccorso alle imprese agricole. La Regione Lombardia ha proposto di riattivare la misura 21 del PSR, quella che abbiamo messo in campo durante la fase acuta della pandemia. Consente di utilizzare le risorse non spese per dare liquidità immediata alle aziende. In questo momento c'è meno propensione agli investimenti a causa dell'incertezza dei mercati e dei rincari delle materie prime e credo sia necessario dare alle filiere in difficoltà le risorse che altrimenti non sarebbero spese. Per questo la Lombardia deve fare sistema a tutti i livelli in modo tale che l'Unione Europea dia risposte concrete". Lo ha detto l'assessore regionale lombardo all'Agricoltura Alimentazione e Sistemi verdi Fabio Rolfi che questa mattina a Bruxelles ha incontrato gli europarlamentari lombardi."Nel 2020 con questa misura siamo riusciti a erogare 20 milioni di euro a fondo perduto a 3.000 aziende agricole lombarde".

 

"Il momento di difficoltàè evidente ma possiamo superarlo lavorando di squadra e sempre nel merito delle proposte, avendo come obiettivo la salvaguardia e la redditività delle aziende. Su questo tema per esempio è necessaria la cumulabilità tra misure del PSR e credito di imposta. Un intervento che il mondo agricolo chiede a gran voce in questo momento storico" aggiunge l'assessore.

 

"La guerra in Ucraina pone riflessioni serie da fare su comparti strategici per la Lombardia come mais e zootecnia e il lavoro da fare è quello legato alla messa in sicurezza della produzione anche dalle speculazioni internazionali. Sovranità significa anche avere l'autonomia per declinare secondo le esigenze del proprio Paese gli obiettivi stabiliti dall'unione Europea. Bisogna adeguare la pac al momento di crisi che stiamo vivendo. Dall’Europa serve flessibilità e non ideologia” conclude Rolfi.


Prorogato al 2 maggio il termine per presentare le domande sul Psr

La Regione Lombardia ha prorogato il termine per la presentazione delle domande per le operazioni del piano di sviluppo rurale 4.1.01, 4.1.03 e 4.2.01 al 2 maggio 2022 (inizialmente era previsto per il 31 marzo), modificando anche i paragrafi delle disposizioni attuative per consentire alle imprese agricole e agroalimentari lombarde di perfezionare le domande e permettere al maggior numero di soggetti

la possibilità di accedere ai finanziamenti concedibili.È il contenuto di un decreto firmato oggi dalla Dg Agricoltura della Regione Lombardia.  

“Una misura chiesta a gran voce dalle aziende e concordata con le associazioni agricole di categoria e gli ordini professionali. Ci sono problemi oggettivi riscontrati nel reperimento della documentazione da allegare alla domanda, in particolare i documenti rilasciati da Enti competenti o da terzi, in difficoltà a soddisfare le richieste soprattutto a causa della congestione dell’attività derivata dai bonus inerenti al settore edile” ha dichiarato Fabio Rolfi, assessore all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi della Regione Lombardia.

“I fornitori di impianti, macchinari, attrezzature e altri componenti edili, vista la scarsità del materiale dovuta anche all’attuale situazione di crisi internazionale, non sono in grado di formulare preventivi di durata sufficiente al fine della presentazione della domanda di aiuto. Per questo abbiamo deciso di soddisfare le esigenze delle imprese. In un periodo in cui gli investimenti sono complicati bisogna agevolarle al massimo soprattutto sotto il profilo burocratico” aggiunge Rolfi.

Le disposizioni valgono per le misure 4.1.01 «incentivi per investimenti per la redditivita', competititvita' e sostenibilita' delle aziende agricole», 4.1.03 «incentivi per investimenti finalizzati alla ristrutturazione o riconversione dei sistemi di irrigazione» e 4.2.01 «trasformazione, commercializzazione e sviluppo dei prodotti agricoli». Tutti i dettagli si troveranno sul sito della Regione Lombardia da mercoledì 30 marzo.


Da Regione Lombardia ok a piano di sviluppo dell'aeroporto di Montichiari

La giunta di Regione Lombardia ha dato parere positivo alla valutazione di compatibilità ambientale del progetto di Piano di sviluppo 2030 dell'aeroporto di Montichiari in provincia di Brescia, richiesta dal ministero della Transizione ecologica.
"Questa delibera - ha spiegato l'assessore all'Ambiente
Raffaele Cattaneo - esprime parere positivo modificando quello negativo dato nel 2020" e il motivo è che sono state accolte le modifiche per la tutela dell'ambiente e la mitigazione proposte dalla Regione e dagli Enti locali.
"Lo sviluppo dell'aeroporto di Montichiari - ha aggiunto l'assessore all'Agricoltura, Fabio Rolfi - è cruciale per il 'sistema Brescia'". Fra gli interventi da realizzare entro il
2030 ci sono il prolungamento della pista di volo, che passerà da 2.900 a 3.450 metri, l'ampliamento del terminal cargo ma anche la realizzazione di servizi come un'area per la manutenzione hangar aviazione generale e la riqualificazione dei raccordi. Sono inoltre previsti interventi per l'accessibilità aeroportuale: aree di sosta e viabilità interna, una nuova area carburante, la realizzazione di un piazzale per il deposito
carburanti, l'ampliamento dei piazzali dell'edificio cargo e dei
parcheggi per l'area cargo, una nuova viabilità per l'accesso
all'area cargo e una nuova strada perimetrale airside.
All'esterno dell'aeroporto è poi prevista la riqualificazione
della provinciale 37 con la realizzazione di una rotatoria
vicino al raccordo con l'autostrada e di una rotatoria nel
pressi del raccordo autostradale e di una rotatoria di ingresso
alla cava, la modifica del tracciato con la creazione degli
accessi al sedime aeroportuale di una rotatoria di ingresso
courier, di una nuova rotatoria di accesso al terminal
passeggeri e la rettifica della strada fronte cargo. (ANSA).
MF 2022-04-27 17:05 S42 QBXH CRO


In Lombardia via al contenimento della nutria con ditte specializzate.

“Le perdite causate dalla nutria all’agricoltura ormai sono incalcolabili. A queste si aggiungono i danni alle arginature dei corpi idrici e i rischi per la sicurezza stradale. Nel 2021 sono stati 60 gli incidenti stradali causati dalla nutria in Lombardia. Per questo avvieremo sperimentazioni con ditte specializzate per progetti innovativi di contenimento della nutria, che affiancheranno lo straordinario sforzo dei volontari ”. Lo ha detto l’assessore lombardo all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi Fabio Rolfi in seguito all’approvazione, da parte della giunta regionale, dei criteri per finanziare progetti innovativi di contenimento della nutria.

“Mettiamo a disposizione delle Province 100 mila euro che saranno distribuiti in conto corrente tramite bando già nell’anno 2022. Il coinvolgimento di ditte specializzate ha dato ottimi risultati in altre parti del mondo e vogliamo dare una risposta concreta anche qui in Lombardia. Da anni diciamo che la nutria è una emergenza nazionale e che serve un fondo del governo, purtroppo mai attivato. Nel frattempo, con le risorse regionali possiamo avviare alcuni progetti e valutare i risultati” aggiunge l’assessore.

I fondi serviranno a finanziare censimenti degli animali sul territorio, individuazione delle tane e dei punti di cattura e dei punti di abbattimento, acquisto o noleggio, posizionamento e attivazione delle gabbie, attività di sparo, smaltimento carcasse e monitoraggio dei risultati. Tutti gli interventi dovranno essere realizzati conformemente a quanto previsto dal “Piano regionale triennale 2021 - 2023 di eradicazione, controllo e contenimento della nutria”.

“Il mese scorso abbiamo approvato la nuova legge, alla quale vogliamo dare attuazione immediata, per affiancare i volontari in questa attività, definendo obiettivi e zone d'azione. In più le nuove linee guida nazionali prevedono in modo esplicito la possibilità di utilizzare ditte di pest control per il contenimento della nutria e noi intendiamo sfruttare questa opportunità. Le aziende agricole sono già vessate dai rincari energetici, da un approvvigionamento difficoltoso delle materie prime e da una incertezza internazionale dei mercati. Dobbiamo mettere in campo qualsiasi soluzione per arginare un problema enorme” conclude Rolfi.


Dalla Regione 3.4 milioni per l'efficientamento energetico delle piscine bresciane

"Una iniezione di liquidità straordinaria della Regione Lombardia per salvaguardare un servizio essenziale: quello offerto dalle piscine. A causa dei rincari energetici molti impianti natatori hanno chiuso le attività ed era necessario un intervento. Lo sport è fondamentale per il benessere psicofisico della persona e a fronte di questi problemi la Regione stanzia 3.4 milioni per l'efficientamento energetico delle strutture bresciane". Lo ha detto l'assessore regionale lombardo Fabio Rolfi in merito al "pacchetto Energia" presentato oggi in conferenza stampa dall'assessore Guido Guidesi. Regione Lombardia, per sostenere gli operatori economici che gestiscono gli impianti sportivi natatori e del ghiaccio di proprietà pubblica i quali, a seguito dell’incremento dei prezzi dell’energia, rischiano il fallimento o l’interruzione dei servizi, ha attivato un intervento finalizzato alla sostenibilità gestionale e all’efficientamento energetico degli impianti sportivi natatori e del ghiaccio ad uso pubblico, favorendo al contempo l’incremento del patrimonio pubblico lombardo.

"Gli interventi oltre a evitare il fallimento degli operatori economici che li gestiscono e l’interruzione dei servizi consente anche di attivare l’indotto delle imprese e dei professionisti che lavorano per realizzare le opere. Una doppia valenza per Brescia" ha aggiunto Rolfi.

I destinatari del provvedimento sono gli enti pubblici, in qualità di proprietari e/o gestori di impianti sportivi natatori e del ghiaccio ad uso pubblico. La realizzazione degli interventi può essere fatta direttamente dall’Ente Pubblico beneficiario oppure demandata ai soggetti privati concessionari o titolari della gestione degli impianti sportivi.

“Abbiamo raccolto la richiesta delle rappresentanze, anche bresciane, del settore. Il bando servirà per valorizzare gli impianti pubblici evitando ripercussioni sui Comuni. Queste strutture hanno una grande valenza sportiva e di interesse pubblico” conclude l’assessore.


Agricoltura, proposta unitaria delle Regioni contro la crisi economica

“La ripresa del comparto agroalimentare dopo due anni di pandemia è stata interrotta dai folli rincari energetici e dagli effetti della guerra in Ucraina. La dipendenza dall'estero soprattutto per mais e girasole, il blocco dell'export di fertilizzanti e di cereali da parte di Russia, Ungheria e Bulgaria, i mancati raccolti in Ucraina e l'assenza di mangimi rischiano di determinare una vera e propria crisi alimentare. Per questo servono interventi shock immediati. Oggi le Regioni hanno proposto al governo un piano anticrisi unitario”. Lo ha detto l’assessore regionale lombardo all’Agricoltura Fabio Rolfi in seguito al documento presentato in Conferenza delle Regioni.
“La proposta più urgente riguarda la revisione della Politica agricola comunitaria e il posticipo almeno al 2024 dell’entrata in vigore di obblighi ambientali legati al green deal. La sostenibilitàè importante, ma in questo momento dobbiamo salvare le aziende agricole dal fallimento. Bisogna produrre cibo e garantire approvvigionamento, con la disapplicazione delle superfici a riposo e degli obblighi di rotazione colturale. Servono poi flessibilità sulla spesa e una specifica e immediata misura del Piano di sviluppo rurale per dare liquidità alle imprese” ha specificato Rolfi.
 

“Misure emergenziali riguardano anche la deroga alla disciplina degli aiuti di Stato e una forte iniezione di liquidità, con moratoria sui mutui, il pagamento istantaneo degli arretrati, la cumulabilità delle misure e credito agevolato alle imprese. Sui costi energetici abbiamo chiesto al governo la riduzione delle accise sul carburante e dell’IVA per il settore agricolo e per quello della pesca, oltre alla sterilizzazione degli oneri di sistema e l’azzeramento della componente imposte per le imprese agricole e agroalimentari, i Consorzi di bonifica e gli Enti irrigui, utilizzando al contempo i fondi PNRR per la produzione di energie rinnovabili da parte delle imprese agricole. La base di partenza adesso è un forte sostegno a tutte le colture cerealicole e industriali destinate all’alimentazione umana e zootecnica, anche mediante una revisione del sostegno accoppiato nell’ambito della PAC. Non è più rinviabile il riconoscimento del digestato come fertilizzante, anche per sopperire ai blocchi all’importazione e l’introduzione di deroghe alla normativa legata alla gestione dei nitrati. La Lombardia è la prima regione agricola d’Italia e sta soffrendo una gravissima congiuntura internazionale. Gli agricoltori hanno la Regione al proprio fianco e faremo di tutto per metterli nelle condizioni di lavorare, produrre cibo e recuperare reddito” conclude l’assessore.


Firmato il protocollo per valorizzare l'olio lombardo

È stato siglato questa mattina nell'ambito di Identità Golose, in corso al Mi. Co. di Milano, il protocollo d'intesa tra la Regione Lombardia e l’Associazione Nazionale Città dell’Olio. A firmare il documento sono stati l'assessore regionale lombardo all'Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi Fabio Rolfi e il presidente dell'associazione Michele Sonnessa.

 

"La Regione Lombardia investe da anni in politiche di promozione e valorizzazione dell'olio di qualità, legandole alla conoscenza delle produzioni tipiche, all'educazione alimentare e ai sistemi produttivi. Vogliamo diventare un territorio conosciuto per l'olio di qualità. Per questo abbiamo investito in recupero dei frantoi e nel sostegno ai produttori colpiti dagli effetti dei cambiamenti climatici che stanno mettendo in difficoltà le aziende agricole. Con questo documento vogliamo alzare il livello, insieme a una realtà attiva da quasi trent'anni nella promozione dell'olio italiano di qualità" ha dichiarato Rolfi.

 

“Con orgoglio e soddisfazione festeggiamo la firma di questo Protocollo d’Intesa, un punto di partenza importante per lavorare insieme su progettualità capaci di coniugare innovazione e sostenibilità. L’obiettivo è promuovere la cultura dell’olio e del paesaggio olivicolo, attraverso la valorizzazione delle DOP lombarde, investire sul turismo dell’olio e su azioni volte al recupero degli oliveti abbandonati, promuovere la formazione degli operatori della filiera e la ristorazione di qualità legata all’olio EVO” aggiunge Michele Sonnessa, Presidente delle Città dell’Olio.

 

L’Associazione nazionale Città dell’Olio raccoglie oltre 380 Enti, tra cui i comuni di Limone sul Garda, Marone, Monte Isola, Monzambano, Pisogne, San Felice del Benaco, Sale Marasino, Sulzano, e ha l'obiettivo di divulgare la cultura dell’olivo e dell’olio di oliva di qualità, tutelando e promuovendo l’ambiente ed il paesaggio olivicolo, diffondendo la storia dell’olivicoltura e informando il consumatore.

 

"Fare rete è fondamentale. Con questo protocollo incentiviamo lo studio, la ricerca e la sperimentazione per la valorizzazione delle varietà locali ed elaboriamo proposte normative volte a tutelare e valorizzare le aree ad alta vocazione olivicola e gli ambienti storici dell’olio" aggiunge Rolfi."La chiave per il successo è una comunicazione sempre più efficace legando il prodotto anche all'attrattività turistica dei territori".

 

Con la firma dell'accordo, Regione Lombardia e l'associazione Città dell'olio si impegnano a promuovere seminari, incontri e dibattiti sui risultati relativi alla ricerca e alla sperimentazione in campo olivicolo, a informare ed educare il consumatore a una corretta alimentazione e a promuovere progettualità specifiche volte alla maggior tutela e conoscenza della qualità dell’olio extra vergine di oliva sviluppando in particolare il tema del “Turismo dell’Olio".

 

Saranno definite le premesse tecnico-economiche per l'articolazione di un Piano Regionale Olivicolo, sulle indicazioni del Piano Olivicolo Nazionale, che affronti le tematiche di sviluppo e innovazione per il miglioramento della competitività e nel rispetto della sostenibilità ambientale e paesaggistica. Verranno poi promossi progetti pilota e strategie di sviluppo per il recupero degli oliveti abbandonati, anche a seguito di calamità naturali o incendi, e delle relative produzioni locali attraverso esperienze di Agricoltura sociale e progettate specifiche azioni di formazione con l’ausilio di organizzazioni di produttori e Assaggiatori Olio di Oliva da realizzare nei ristoranti e nelle imprese a beneficio dei consumatori, definendo iniziative comuni per la valorizzazione dell’olio extra vergine regionale, anche mediante la condivisione di esperienze già in atto e la partecipazione a progetti specifici volti alla promozione della ristorazione di qualità italiana.


Agricoltura di montagna, 18 milioni per indennità compensativa. Liquidità fondamentale

La Regione Lombardia ha aperto un bando da 18 milioni di euro dedicato alle indennità compensative per gli agricoltori che operano nelle aree svantaggiate di montagna.

“Una misura finalizzata a contrastare l’abbandono delle superfici agricole in alta quota. Solo se diamo un valore economico a questa attività possiamo garantire un reale presidio del territorio, la salvaguardia della biodiversità, la prevenzione del rischio idrogeologico e dell’erosione dei suoli, oltre alla redditività delle imprese” ha dichiarato Fabio Rolfi, assessore all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi della Regione Lombardia. “Siamo in un periodo di forte difficoltà per le imprese agricole. Avere a disposizione una iniezione di liquiditàè fondamentale per la loro sopravvivenza, specialmente in aree svantaggiate sotto il profilo logistico”.

L'iniziativa prevede l'erogazione di un'indennità annua commisurata ai maggiori costi di produzione e ai minori ricavi delle imprese agricole di montagna, causati dagli svantaggi naturali e strutturali cui sono soggette. Si tratta di un premio annuale per ettaro di superficie, il cui importo è commisurato alla tipologia colturale e, nel caso delle superfici pascolive e dei prati, all'altimetria e alla pendenza. La domanda può essere presentata fino al 16 maggio.

“Il mantenimento dell’agricoltura di montagna contribuisce alla protezione dell’ambiente e all’adattamento ai cambiamenti climatici. In questo grave momento di crisi è necessario essere al fianco degli agricoltori. Questi contributi possono aiutare a mantenere sul territorio montano le piccole e le medie aziende, assicurando un’integrazione del loro reddito e una maggiore sostenibilità economica” ha aggiunto l’assessore.

“Il sostegno economico deve essere accompagnato anche da una forte promozione dei prodotti, legando sempre di più agroalimentare, turismo e territorio. Solo così possiamo fare in modo che gli interventi siano proficui per le aziende anche nel lungo termine. C’è una necessità di investire anche in infrastrutture, fisiche e digitali, per mettere i produttori di montagna nelle condizioni di lavorare abbattendo gli svantaggi logistici. Sarà uno degli obiettivi del prossimo Piano di sviluppo rurale" conclude Rolfi.


Il premio Eccellenze lombarde al ristorante Aimo e Nadia di Milano

L’assessore regionale lombardo all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi della Regione Lombardia Fabio Rolfi ha consegnato questo pomeriggio agli chef Alessandro Negrini e Fabio Pisani (del ristorante 2 stelle Michelin “Aimo e Nadia - Milano”) il prestigioso riconoscimento ‘Eccellenze Lombarde’.

 

“Un premio assolutamente meritato per un progetto ambizioso che offre a una clientela internazionale il meglio della ristorazione milanese e lombarda, nel cuore del nostro capoluogo” ha dichiarato Rolfi.

 

“Aimo e Nadia è riconosciuto per la capacità straordinaria di esaltazione degli ingredienti e per la promozione del concetto di italianità a tavola. Ristoranti di questo livello sanno offrire la giusta valorizzazione a tutta la filiera agroalimentare, dal campo fino al piatto” ha aggiunto l’assessore.


Borghi abbandonati, è Livemmo il destinatario dei 20 milioni per la riqualificazione

È il borgo di Livemmo, nel comune di Pertica Alta, in provincia di Brescia, il luogo individuato da Regione Lombardia come 'progetto pilota' per la rigenerazione culturale, sociale ed economica. L'azione della Giunta regionale rientra nell'ambito del 'bando sull'attrattività dei borghi' che prevede - nell'ambito del PNRR - l'individuazione per i vari territori italiani di borghi a rischio abbandono.

La decisione è stata assunta su proposta dell'assessore all'Autonomia e Cultura, Stefano Bruno Galli. Il provvedimento è stato condiviso dal concerto degli assessori Davide Caparini (Bilancio e Finanza), Lara Magoni (Turismo, Marketing territoriale e Moda) e Fabio Rolfi (Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi).

La proposta di Regione Lombardia sarà trasmessa al Ministero della Cultura per il definitivo via libera. Sono 20 i milioni disponibili su cui potrà contare il progetto di Livemmo (per ora stimato in 18,5 milioni di euro).

Il progetto prevede in particolare la riqualificazione degli spazi pubblici, la ristrutturazione di un immobile abbandonato che diventerà area per attività culturali e turistiche, la creazione di varie piste ciclopedonali e interventi sull'antico forno fusorio livemmese.

"La Regione Lombardia è da sempre impegnata nel rilancio dei territori montani e delle aree interne, anche in chiave agricola ed economica. Mi congratulo con il sindaco di Pertica Alta Giovanmaria Flocchini per aver saputo presentare un progetto di alto profilo. Ora ci attende un grande lavoro, nella speranza che dal ministero arrivi una risposta rapida. Gli enti istituzionali dovranno poi operare in sinergia per realizzare le opere e fare di Livemmo il simbolo del rilancio dei piccoli borghi. Dobbiamo continuare a contrastare lo spopolamento di queste aree, partendo non solo dalle infrastrutture ma anche dalla valorizzazione dei prodotti agroalimentari che saranno sempre più strategici per la montagna e la sua economia".
 L'assessore regionale all'Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi, Fabio Rolfi, ha commentato così la decisione della Giunta regionale - su iniziativa dell'assessore Stefano Bruno Galli - di individuare il borgo di Livemmo come progetto pilota per la rigenerazione culturale, sociale ed economica dei luoghi a rischio abbandono.


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